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Читаем по-итальянски Antonio Tabucchi Si sta facendo sempre piu' tardi (9)


Scusami se cambio paesaggio, ma è proprio a causa di quella frase se quel giorno di cui ti parlavo io mi fermai con la macchina davanti alla chiesetta di un borgo abbandonato delle campagne che conosciamo così bene, e scesi. E percorsi il perimetro di quella specie di pieve campestre, quasi che cercassi lì qualcosa che si potesse opporre a quelle parole superbe che mi terrorizzavano. Lo so che sto facendo un volo pindarico, e che tutto questo non ha logica, ma certe cose, lo sai, non seguono nessuna logica, o almeno una logica che sia comprensibile per noi che siamo sempre alla ricerca della stessa logica: causa effetto, causa effetto, causa effetto, solo per dare un senso a ciò che è privo di senso. E' per questo, come direbbe il mio amico, che hanno scelto il silenzio le persone che nella vita in un modo o nell'altro hanno scelto il silenzio: perché hanno intuito che parlare, e soprattutto scrivere, è sempre un modo di venire a patti con la mancanza di senso della vita.

Dunque: ora risiamo nel perimetro esterno della piccola pieve abbandonata fra gli sterpi e i sassi. E forse con qualche biscia, che i poeti ce la vogliono, anche se non ne vidi nessuna. Seppure modesta (ah, davvero modesta, mi ricordò la gobba di un sarto che cuciva i vestiti di mio padre nella mia infanzia), la chiesina aveva un'abside, con una porticina angusta per la quale ai suoi tempi, suppongo, il prete entrava per celebrare la messa domenicale ai contadini provenendo dalla sua abitazione dirimpettaia: neppure una canonica, appena un casolare. E su quella porticina bacata dal tarlo c'era una targhetta scritta a macchina e appiccicata con il nastro adesivo. Una targhetta insensata che diceva: "Scelta vita futura. Entrata libera".


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